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lunedì 24 maggio 2010

Intervista con Alessandro Cerra


Alessandro Acerra è un fiume di idee; ha acquistato notorietà grazie alle sue eco t-shirt, magliette fatte a mano una per una, con massima cura e con rifinitura finale ad ago: ogni esemplare è disegnato, ritagliato e cucito assemblando tessuti differenti.
Finalmente un'idea diversa, e per di piu' eco, poichè i tessuti provengono da materiali di scarto; un progetto contro l'omologazione di massa, ogni t-shirt è diversa dall’altra e ha con sé un certificato di autenticità che ne garantisce l’unicità.
Accanto alle eco t-shirt, ecco gli eco-toys: anch'essi pezzi unici, sono simpatici mostriciattoli di stoffa riciclata che ci aiutano a mantenere pulito l'ambiente. Infatti, a seconda delle dimensioni, diventano appositi contenitori e cestini.
Alessandro Acerra, però, non è solo questo: è un eclettico, che porta avanti la sfida dell'ecodesign in moltissimi campi dell'arte: lasciamo a lui la parola!



Innanzitutto, chi è Alessandro Acerra?
Mi chiamo Alessandro Acerra e sono nato ad Avellino nel 1980. Mi sono laureato presso l' Accademia di Belle Arti di Milano nel 2005, indirizzo design inteso come artigianato moderno, con tesi in eco-design dal titolo "Niente si crea, tutto si ricicla". Mentre finivo gli studi, ho frequentato svariati corsi di aggiornamento in comunicazione visiva e modellazione 3D presso il Politecnico di Milano.
Oggi, oltre a dedicarmi alle eco  t-shirt, porto avanti una mia pulsione innata verso l'arte in generale, l'eco design, i quadri, le istallazioni, i video. Mi sento vivo in questo modo.
Hibu è il nome del mio sito personale, ed è una parola del tutto costruita che serve a dare un punto di riferimento per localizzare il mio prodotto.

Ti definisci eco designer, ma cosa vuol dire esattamente?
Le stoffe che uso sono recuperate da passerelle di moda milanese, abiti usati, stoffe trovate o regalate. Le eco t-shirt sono un prodotto che fin dall'inizio dell'idea fino alla spedizione curo personalmente, sia come giusto sia nella cucitura a macchina e nelle rifiniture ad ago di ogni singolo pezzo. In questo modo sono sicuro di rendere il prodotto con il tempo sempre più apprezzato e icona di qualità.

martedì 11 maggio 2010

Intervista con Angelo Bucci


Angelo Bucci è un designer abruzzese piuttosto eclettico: non solo interior, ma anche fashion design, designer di yacht e auto, il tutto supportato da un'importantissime e preziosa attenzione alla ricerca.
E' stato protagonista al Fuorisalone con due creazioni pienamente in linea con l'approccio ecosostenibile: in realtà, la riflessione di Angelo è molto piu' profonda.
Ascoltiamo quello che ci dice!

Prima di tutto, spiegaci chi è Angelo Bucci e cosa fa.
Allora, sono un architetto con specializzazione in Disegno Industriale, laureato qui a Pescara dove vivo e lavoro. Sono un libero professionista dal 2000 e, in più, faccio l’insegnante presso la Università Europea del Design di Pescara.
Lavoro ed ho lavorato come designer in molti settori, sempre con molta curiosità; questo aspetto del mio lavoro è quello che mi piace di più. Mi piace scoprire cose nuove, avvicinarmi umilmente a settori che ancora non conosco per potermi mettere in discussione ed imparare.
Questo stesso spirito che mi spinge nella professione cerco di restituire ai ragazzi che seguono i miei corsi.

Hai preso parte al Fuorisalone 2010, presso la mostra "Sostenibilità a tutto vapore", con due prodotti: quali sono e perchè sono sostenibili?
I due prodotti presentati in occasione del Fuorisalone 2010 sono WALL chair e poltrOOn.
WALL chair è una seduta che, facilmente, si trasforma in un quadro e viceversa. Un modo nuovo di “nascondere” le sedie in più... mostrandole!
WALL chair è un prodotto ecosostenibile perchè in materiali (ferro ed alluminio) riciclabili, progettata per poter essere facilmente disassemblata e divisa per il riciclaggio e infine, ma non ultimo, realizzata attraverso una filiera molto corta. Tutte le aziende coinvolte si trovano nel raggio di pochi chilometri l’una dall’altra. WALL chair è stata il manifesto di un programma, da noi iniziato, che ha come titolo “deZign km0”, volto alla valorizzazione delle capacità regionali in un concetto di glocalizzazione (dal locale al globale) che, secondo il nostro parere, potrbbe risolvere molte problematiche dei mercati attuali, sensibilizzando le persone verso la riscoperta delle capacità produttive, progettuali e distributive delle proprie realtà locali.
Anche poltrOOn fa parte di “deZign km0”: è una poltrona con pouf completamente realizzata in sezioni di cartone che, attraverso incastri semplicissimi, realizzano una struttura comoda, resistente ed ecosostenibile. Grazie alla collaborazione con la “ico”, Industria Cartone Ondulato, di Pianella (PE), abbiamo progettato questo (ed altri elementi di arredo facenti parte della serie cartOOn) con l’obiettivo di non usare collanti ne agganci strani, di poter acquistare il prodotto scomposto per poi costruirlo a casa, ma, soprattutto, prodotti che possano essere completamente e facilmente riciclati senza dover separare nulla.

giovedì 6 maggio 2010

Intervista con Bianca Cappello


Fashion Paper è un'interessantissima iniziativa, realizzata con la collaborazione di Comieco e di alcune prestigiose accademie di moda e design: moda e sostenibilità, fashion e rispetto dell'ambiente, ecco le due linee direttrici di questa mostra itinerante che, dopo Roma, sbarca a Milano a partire dal 29 Aprile a Palazzo Isimbardi.
La protagonista, come spiega il nome stesso, è la carta, di ogni tipo, che attraverso curiose e differenti tecniche viene lavorata per dare vita ad abiti, gioielli ed oggetti interamente riciclabili.

Oltre al contenuto, anche l'allestimento (strutture in carta e/o cartone, leggere, facilmente trasportabili, montabili, riutilizzabili e adattabili ad ogni ambiente espositivo) sarà in linea con il concetto fondante della mostra il cui obiettivo è di portare alla luce, sviluppando in maniera del tutto inedita e accattivante, gli attuali temi di eco-sostenibilità, recupero dei materiali a base cellulosica e compatibilità ambientale.

Ne abbiamo parlato con Bianca Cappello, curatrice della mostra.

Sei curatrice della mostra Fashion Paper, ci spieghi in poche parole cos'è?
Fashion Paper è un progetto multiplo; è nato per portare al grande pubblico il tema della Carta come materiale universale. Utilizzando carta di ogni origine, dal cartoncino più prezioso alla carta di riciclo, abbiamo cercato di spiegare al grande pubblico il tema fontamentale dell'eco sostenibilità dando al tempo stesso ai giovani talenti di alcune delle maggiori istituzioni culturali italiane la possibilità di rendersi visibili in una vetrina di eccezione.

mercoledì 21 aprile 2010

Intervista con Angela Mensi di 13 Ricrea


Quando le donne si pongono degli obiettivi, è difficile dissuaderle: e così, nel 2007, dopo tredici incontri, le designers Angela Mensi, Ingrid Taro e Cristina Merlo danno vita a 13 Ricrea, con il nobile scopo di dedicarsi alla reinterpretazione di materiale destinato al disuso, all'abbandono e al macero.
Pur partendo da competenze diverse, le tre designers riescono molto bene nell'intento di creare una realtà sostenibile, considerando che ogni materiale può essere risorsa per creare nuovi oggetti e progetti.

Di tutto ciò ne abbiamo parlato con Angela Mensi.

Cos'è 13 Ricrea e chi sono le tre designers protagoniste di questo progetto?
13 RiCrea è un laboratorio/studio che crea oggetti ed arredi da materiali esistenti che non vengono più considerati materie prime, in genere materiali di scarto industriale che per le loro caratteristiche sono destinati alle discariche.
Ingrid è architetto, fotografa e si occupa dei rapporti esterni e di moltissime altre cose. E' inoltre spalla di
Angela che si occupa di ricerche sui materiali, dello sviluppo dei prodotti e della produzione. Cristina è geometra e si occupa di ristrutturazioni green, di rispetto; inoltre gestisce l’ufficio e la parte tecnica di RiCrea.
Siamo piccoli, siamo in pochi ed ognuna di noi deve necessariamente essere poliedrica.

martedì 23 marzo 2010

Intervista con Luca Scarpellini di useDesign


I prodotti useDesign sono un'esplosione di colori e fantasia; caffettiere e megafoni che si trasformano in lampade da tavolo, vecchi telefoni che si diventano simpatici orologi. Quella di Luca Scarpellini, designer forlivese, è una creatività intelligente; gli oggetti usati, ammaccati e le loro misteriose storie giocano sul designer un fascino del tutto particolare tanto da arrivare a progettare una nuova vita per ognuno di questi oggetti.

Luca, ci racconti il tuo percorso per diventare designer?
Beh, è necessario sintetizzare poiché la strada che mi ha condotto dove sono ora è piuttosto tortuosa e ha inizio molto tempo fa. Fin da piccolo mi sono sempre divertito nel costruire qualsia cosa con i materiali che avevo a disposizione nell'attrezzeria di casa. Tra teatro come attore e tecnico luci, 14 anni come giocoliere in giro per le piazze italiane e 4 anni di studi di ingegneria meccanica, non conclusi, sono riuscito a laurearmi in scenografia all'Accademia di Belle Arti. Credo che la passione per gli oggetti abbandonati mi sia stata tramandata da mia madre, che da sempre si è divertita a portare a casa cianfrusaglie di ogni genere dai mercatini dell'usato. Mio padre invece mi ha insegnato a lavorare il legno, il ferro, a mettere mano agli impianti elettrici, un po' tutti i segreti del "fai da te" casalingo. La prima opera che ho realizzato invece è merito di una ragazza. Eh si, il mio primo lavoro è stato un frutto d'amore, un regalo, una bilancina trasformata in abatjour con orologio annesso. Da allora non mi sono più fermato e la fantasia non mi è mai mancata.

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